Alla confluenza Maso-Chieppena-Brenta

Un’escursione naturalistica alla scoperta di una parte della Riserva locale “Mesole” è stata l’oggetto dell’appuntamento del 19 giugno con “Sorprendente Rete”.

Un’area che pur essendo circondata (e in parte anche occupata) da attività che con la conservazione dell’ambiente hanno ben poco a che fare, la riserva locale “Mesole” offre in ogni caso delle sorprese e delle particolarità degne di nota.
Intanto la sua posizione: si trova nella zona in cui i torrenti Maso e Chieppena, a un centinaio di metri l’uno dall’altro, si gettano nel fiume Brenta, creando un ambiente fluviale estremamente interessante e ricco di vita.
Da quella vegetale presente all’interno dei corsi d’acqua e sulle loro sponde, con abbondanza di salici e ontani e di tutte le specie riparie a quella animale con una grande varietà di macroinvertebrati.

La parte finale dei due corsi d’acqua minori con il corso torrentizio e il letto e le sponde del fiume Brenta creano ambienti molto diversificati, adatti a diverse specie viventi.
Il letto del Brenta qui comincia ad avere una larghezza piuttosto ampia dove l’acqua può divagare, soprattutto sulla sponda destra, in occasione dei momenti di piena.

E sul greto, i ciotoli e i  massi trasportati dalla corrente ci raccontano un altro aspetto della zona: la storia geologica della Valsugana con le rocce calcaree che provengono dall’incombente catena dell’Ortigara in destra Brenta a quelle porfiriche e granitiche della parte sinistra, trasportati sul fondovalle da Chieppena e Maso.
Nell’escursione guidata da Sandro Zanghellini non sono mancati gli incontri particolari come i nove pulli di smergo maggiore impegnati a seguire la corrente del Brenta o il  grande bruco della sfinge del pero o ancora la penna di una poiana…

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