Il terzo appuntamento del progetto partecipato “Uomini & lupi 2030” che ha l’obiettivo di segnare la strada verso una una convivenza tra il grande carnivoro e l’uomo ha avuto per protagoniste le misure di prevenzione per evitare le predazioni sul bestiame.
Nell’incontro di martedì 19 maggio Matteo Zeni del Corpo forestale della Provincia autonoma di Trento ha prima illustrato le caratteristiche delle predazioni del lupo sugli animali domestici (ad esempio mentre gli ovicaprini vengono morsi letalmente alla gola, equini e bovini vengono preferibilmente attaccati nella parte posteriore), avendo prima ricordato come il lupo sia un animale estremamente opportunista e come le principali sue prede siano in ogni caso i selvatici, dai roditori ai cervi.
La prevenzione dei danni passa attraverso la posa di recinzioni elettrificate, che possono essere costituite da reti piuttosto che da recinzioni “multifilo”, entrambe con pregi e difetti.
Fondamentale in ogni caso è una messa in opera ottimale, evitando qualsiasi “punto debole” che, se presente, il furbo lupo prima o poi trova.
La Provincia autonoma di Trento aiuta gli allevatori, sia professionisti che hobbisti, fornendo e concedendo in comodato d’uso gratuito il kit per le recinzioni più “leggere” e finanziando fino al 90% la realizzazione di quelle più strutturate adatte per la custodia notturna.
Zeni è entrato nel dettaglio illustrando le diverse tipologie di recinzione le modalità di messa in opera corretta presentando esempi di installazioni a regola d’arte e di altre non adeguate.
Non ha parlato della prevenzioni con i cani da guardiania, perché questo sarà il tema del prossimo incontro, in programma martedì 26 maggio.