Che serate su inquinamento luminoso e pipistrelli!

Una “due giorni” dedicata all’inquinamento luminoso e al suo effetto sulla fauna, con particolare riferimento ai pipistrelli, che si è rivelata estremamente interessante quella organizzata in collaborazione con WWF Trentino per il “Lunedì della Rete” di agosto.
La preparazione e la capacità comunicativa di Anna Maria Gibellini dello “Sportello pipistrelli” dell’Oasi WWF bergamasca di Valpredina hanno incantato la cinquantina di persone che hanno preso parte ai due appuntamenti.
Nella serata di lunedì 25 a Ospedaletto abbiamo capito finalmente bene cos’è l’inquinamento luminoso e quali sono i danni che uno scorretto utilizzo dell’illuminazione può portare alla fauna. La conclusione dell’incontro ci ha però dato un segnale positivo; nonostante sia un fenomeno in crescita è forse tra gli impatti ambientali più facilmente reversibili; bastano infatti pochi accorgimenti per poter rendere l’ambiente più vitale per i pipistrelli, ma anche per tutti quegli insetti notturni che dalle nostre lampade vengono sviati, in qualche caso mortalmente: scegliere lampadine a luce calda, evitare che la luce venga diffusa in alto, creare dei corridoi bui di passaggio per gli animali sono esempi di come amministrazioni locali e privati cittadini possano rendere questo effetto meno dannoso per i volatori notturni ma anche per rendere i nostri sonni più tranquilli.
La “parte pratica”, se così vogliamo chiamarla, con la BAT NIGHT di martedì 26 alla Riserva naturale provinciale di Fontanazzo è stata poi particolarmente coinvolgente. Un’escursione al buio nel corso della quale abbiamo non solo imparato a conoscere meglio i pipistrelli, ma anche a camminare senza l’ausilio dell’illuminazione per provare a capire quello che loro e il resto della fauna notturna percepiscono. Lungo il sentiero si fanno incontri, si sentono rumori, vocalizzi e battiti d’ali. Anfibi, crostacei, ortotteri, rapaci notturni ci hanno accompagnato nelle due ore di passeggiata. Abbiamo sentito i racconti sul gambero di fiume, appreso l’importanza degli alberi morti in piedi, capito come vedono gli animali, imparato a riconoscere alcune specie di pipistrelli dalla loro silhouette.
Nella nostra passeggiata abbiamo incontrato alcuni degli abitanti del Fontanazzo: il rospo e il piccolo neo metamorfosato di rana, il prezioso gambero di fiume e la trota che popolano i canali di risorgiva, abbiamo visto le pozze di riproduzione del piccolo ululone dal ventre giallo, sentito l’allocco e in chiusura ci ha accolto un vero e proprio concerto di pipistrelli che abbiamo potuto apprezzare grazie al “bat detector”.
Ora siamo più consapevoli di come muoverci in natura, osservandola anche in un momento in cui noi non ci sentiamo competenti perché privati del nostro senso principale: la vista.
Infine, come ci ha ricordato Karol Tabarelli de Fatis del MUSE, molto importanti sono le osservazioni fatte dai cittadini: se qualche pipistrello ha eletto casa nostra a sua dimora notturna temporanea o se siamo a conoscenza dell’esistenza di qualche colonia facciamolo sapere alla Rete o direttamente al MUSE. Se troviamo un animale ferito portiamolo al CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) del Bosco della Città di Trento. Se incrociamo qualche animale o qualche pianta che ci sembra particolare fotografiamoli e utilizziamo le App come INaturalist per caricare i dati. Daremo così un grande aiuto alla scienza!
Infine un enorme grazie per la collaborazione naturalmente ad Anna Maria Gibellini e poi a WWF Trentino, al Comune di Ospedaletto e al progetto LIFE NatConnect2030.

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