L’ormai tradizionale uscita alla Stazione di inanellamento degli uccelli migratori per scopi scientifici del passo Brocon svoltasi sabato 4 ottobre è stata ricca di emozioni.
Lo slittamento di una settimana a causa del maltempo si è rivelato più che opportuno dato che, come ci ha raccontato Francesca Rossi, responsabile della stazione gestita dal MUSE, la serata del 3 e la mattinata del 4 ottobre sono state le ore che hanno fatto registrare numeri record di uccelli inanellati.
E ne abbiamo avuto conferma quando abbiamo visto arrivare tre dei volontari, di ritorno dal giro di controllo sui 500 metri lineari di rete, carichi di sacchettini con dentro gli uccelli recuperati.
Francesca Rossi non si è limitata a illustrare come si svolgono le operazioni di cattura, riconoscimento, misurazione e inanellamento degli uccelli, ma ha spiegato il perché dell’esistenza di queste stazioni (in Trentino, lo ricordiamo, sono solo due: oltre a quella del passo Brocon è operativa quella di Bocca di Caset), come si svolgono le migrazioni, l’organizzazione del “Progetto Alpi” per il monitoraggio delle migrazioni sulle Alpi italiane e ha toccato numerosi altri argomenti.
Il momento più atteso dai partecipanti era naturalmente l’osservazione degli uccelli che è stata fatta in un punto un po’ defilato rispetto all’area di misurazione-inanellamento perché, a causa della gran quantità di esemplari raccolti, i volontari dovevano essere lasciati tranquilli a fare il loro lavoro liberando il prima possibile gli uccelli.
La proficua giornata di “cattura” ci ha consentito di osservare da vicinissimo esemplari maschi e femmine di crociere e il pettirosso (la specie più presente); poi il minuscolo e bellissimo regolo con la cresta rossa “nascosta” sotto a quella gialla che caratterizza i maschi, un volatile del peso di 5 (cinque!) grammi capace di migrare dalla Svezia alle nostre zone.
Infine la sorpresa che da sola è valsa la visita: uno stupendo esemplare di gufo comune!













