Sembra il titolo di una serie televisiva o di un romanzo polizieschi e invece è sì il titolo di un libro, ma di un libro che racconta fatti reali.
E’ il racconto in prima persona delle indagini dell’ispettore del Corpo forestale dello Stato Nicola Pierotti, un valsuganotto che ha dedicato la propria vita lavorativa a indagini volte a salvaguardare il nostro ambiente.
Nel partecipato “Lunedì della Rete” del 29 settembre a Novaledo, organizzato in collaborazione con l’associazione “Oltre”, Pierotti ha illustrato alcuni della ventina di casi narrati nel libro, con una serie di aneddoti, alcuni anche divertenti, che hanno costellato ciascuno di essi. Divertente il caso del coltivatore di marijuana sul monte Grappa, tanto preparato da spiegare all’ispettore che lui pasturava i suoi conigli anche con la pianta maschio della cannabis perché a differenza della pianta femmina non contiene il principio attivo. Drammatico invece l’arresto del trafficante di uccellini che cercava di corromperlo.
Non sono mancati gli accenni personali con lo stretto legame prima con Luna e poi con Airon, i suoi due cani affidatigli dal Corpo e compagni nella vita ma anche “colleghi” di lavoro, addestrati rispettivamente nella ricerca di persone e di esplosivo.
Alla domanda del pubblico su chi sia la “gente per bene” e chi la “gente per male” del suo libro, Pierotti ha risposto che la “gente per male” sono naturalmente tutti i “protagonisti negativi” delle sue indagini: dal piromane al trafficante di uccellini dai Balcani, da chi ha organizzato e gestito il traffico di rifiuti pericolosi o le emissioni velenose da impianti industriali a chi ha provato a corromperlo; o ancora d chi divulgava i dati sulla geolocalizzazione dell’orsa Daniza facendo così avvicinare pericolosamente le persone, ai bracconieri che hanno ucciso migliaia di rapaci in migrazione, ecc.
Ma c’è anche la “gente per bene” come ad esempio il cittadino di Marter che a suo tempo gli segnalò il via vai di camion sospetti alla cava di Monte Zaccon, dando così il via alle indagini. E tutti noi dobbiamo essere “gente per bene”, segnalando anche in maniera anonima alle autorità situazioni di possibili reati ambientali.





