I cani “da guardiania”, o meglio “da protezione”, sono un importante strumento di aiuto nella difesa del bestiame dalle predazioni da parte dei grandi carnivori.
Nell’ambito del progetto “Uomini & lupi 2030”, nella mattinata del 26 maggio Luisa Vielmi, tecnica dell’associazione DifesAttiva esperta sul tema, ha illustrato le innumerevoli sfaccettature di questo metodo di difesa, partendo dalle diverse specie impiegate e soffermandosi poi su quella più utilizzata: il pastore maremmano, o meglio il “pastore abruzzese maremmano”.
Quali sono le caratteristiche di questi cani e soprattutto come devono essere gestiti dagli allevatori per far sì che il loro lavoro sia ottimale sono stati il focus dell’incontro che ci ha fatto capire molto su questi animali, sul loro rapporto con il bestiame, senza dimenticare che prima di tutto è importante conoscere gli animali che si allevano.
Momenti importanti sono lo svezzamento e i primi mesi di vita dei cani, durante i quali i cuccioli devono essere seguiti e guidati in maniera adeguata per farli arrivare pronti al momento della “messa in campo” con pecore o capre.
Sono stati toccati argomenti come i rapporti tra i diversi esemplari di cane, tra questi e le altre specie e tra questi e gli uomini – sia i proprietari che le persone che fruiscono della montagna, biker innanzitutto – la loro alimentazione, i rischi che si possono correre se la gestione del cane non è ottimale e ancora gli strumenti di difesa dei cani stessi, come i diversi tipi di collare.
Senza dimenticare che ogni cane è un individuo a se e, come succede tra gli uomini, i caratteri possono essere molto diversi da uno all’altro.