Se si vuole andare verso una convivenza tra l’uomo e il lupo, senza estremismi tra chi lo vorrebbe tutelare “senza se e senza ma” e chi allo stesso modo lo vorrebbe eliminare, è necessario conoscere questo grande carnivoro.
Il secondo appuntamento del progetto “Uomini & lupi 2030” ha visto Francesco Romito, vicepresidente dell’associazione “Io non ho paura del lupo”, illustrare le caratteristiche di questo animale; da quelle fisiche a quelle comportamentali, dal suo areale di distribuzione al modo in cui è tornato nei nostri territori che occupava stabilmente fino a un secolo fa, dalle sue abitudini alimentari al suo atteggiamento nei confronti dell’uomo.
Una serata estremamente interessante nel corso della quale Romito ha portato numeri interessanti come i circa 140 esemplari che oggi sono presenti in Trentino, suddivisi in 23 branchi (in calo rispetto ai 27 del 2024) alcuni dei quali gravitano nel territorio della Rete di Riserve del fiume Brenta: il branco “Vezzene” presente dal 2019 e quelli “Campelle-Calamento” e “Vigolana-Marzola” (dal 2021). Sono animali estremamente territoriali con ciascun branco che occupa una superficie attorno ai 200 kmq, dove solo il maschio e la femmina “alfa” hanno la possibilità di riprodursi.
I maschi in dispersione hanno una grande mobilità: basta pensare al “fondatore” della popolazione alpina, lo sloveno Slavc, un lupo radiocollarato che è stato possibile seguire nei suoi movimenti; nell’inverno del 2011 ha percorso oltre 1.200 chilometri spostandosi dai boschi ad est di Trieste verso nord, in Austria, per poi scendere in Alto Adige, nel bellunese, lambire il territorio della nostra Rete nel Comune di Grigno per stabilirsi sui monti Lessini dove ha incontrato una lupa “italiana” (battezzata poi “Giulietta”) dando origine al primo branco alpino. Ma il lupo M237 ha fatto di più: tra il 2022 e il 2023 ha percorso quasi 2.000 km dalla Svizzera all’Ungheria!
Il lupo è un animale molto intelligente ed estremamente adattabile, anche e soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione; si nutre cioè di quello che trova più comodo, il che vuol dire ungulati soprattutto, ma anche altri animali come possono essere le nutrie o animali da allevamento se non custoditi. In Padana non sono pochi i branchi che “stazionano” nei pressi delle grandi stalle per approfittare delle carcasse degli animali morti smaltite in maniera non ortodossa.
E’ un animale che teme l’uomo e quindi nel 99% dei casi lo evita e scappa nel momento in cui lo incontra. Ogni individuo però – come succede per i cani, i gatti per gli altri animali o per l’uomo – ha un proprio carattere e quindi ci può essere l’esemplare troppo “confidente” e in questi casi è necessario rimuoverlo.
Le misure di prevenzione e di protezione nei confronti degli animali d’allevamento, le interazioni con l’uomo, l’ibridazione con il cane e diversi altri temi sono stati toccati da Romito anche su sollecitazione delle domande del pubblico.
E proprio alle misure di difesa degli animali d’allevamento e all’impiego dei cani da guardiania saranno dedicati i prossimi due incontri, rivolti soprattutto agli allevatori professionisti e hobbisti, ma aperti a tutti gli interessati.