Naso all’insù a contare i pipistrelli

La “citizen science” o “scienza partecipata” è quell’approccio alla ricerca scientifica che coinvolge direttamente i cittadini con la raccolta di dati che vengono poi inviati ai ricercatori professionisti o caricati direttamente in apposite banche dati per essere successivamente elaborati.
Questa disciplina – se vogliamo chiamarla così – tocca moltissimi settori e la sola piattaforma europea della citizen science (eu-citizen.science) comprende ad oggi 401 progetti di scienza partecipata che spaziano ad esempio dall’agricoltura alla biologia, dal clima all’istruzione, dalla geografia alla medicina, dai trasporti al rumore agli insetti.
L’ambiente naturale è sicuramente uno dei temi più gettonati e che più si adattano alla partecipazione dei cittadini e i paesi anglosassoni sono sempre stati molto avanti in questo settore, con migliaia di cittadini coinvolti in attività di ricerca partecipata.
Il monitoraggio delle colonie riproduttive di pipistrelli, presenti frequentemente ad esempio nelle chiese o in vecchi edifici è una delle attività particolarmente gettonate in Inghilterra dove durante l’estate, all’imbrunire, non è raro trovare persone di tutte le età sedute comodamente di fronte ad una chiesa con a fianco la loro thermos del the intente a scrutare un’apertura nel campanile contando i pipistrelli che escono per andare a caccia.
Animali che si portano addosso una fama negativa dovuta a dicerie e al loro aspetto che può sembrare – a torto – poco attraente, i pipistrelli sono invece mammiferi estremamente importanti per il mantenimento della biodiversità e anche utili per l’uomo se pensiamo che ogni individuo in una notte arriva a mangiare fino a 2.000 insetti, fra i quali le fastidiose zanzare.
E nella serata di giovedì 8 agosto sul sagrato della chiesa di San Biagio a Bieno, sembrava di essere nella campagna britannica con una trentina di persone con gli occhi fissi sul campanile per una mezz’oretta attenti a non perdere il conto dei tanti “Ferro di cavallo minore” (Rhinolophus hipposideros) -questa la specie di pipistrello ospitata nella chiesa- che uscivano dalle feritoie e dalla cella campanaria.
Il tutto sotto la guida dei super esperti Chiara Fedrigotti, ricercatrice ed esperta di citizen science del MUSE, e Claudio Torboli, chirotterologo di Albatros, che hanno fornito ai partecipanti tutte le indicazioni per conteggiare al meglio la consistenza della colonia, oltre che far provare alcuni strumenti utili per migliorare ulteriormente il lavoro, in particolare visori notturni.
I risultati della serata hanno dato grande soddisfazione ai cittadini-scienziati con il conteggio di circa 480 individui, numero che conferma come la colonia di Bieno di Ferro di cavallo minore sia una delle più importanti di tutto il Trentino. Una colonia questa che esiste da 25 anni e che si è conservata anche grazie alla sensibilità del parroco e di Katiuscia Broccato, l’architetto che abita a poche decine di metri dalla chiesa e che negli anni scorsi ha condotto l’intervento di ristrutturazione dell’edificio sacro tenendo in grande considerazione la presenza dei pipistrelli, evitando lavori che potessero danneggiare la colonia.
A questo punto i cittadini-volontari sono pronti ad agire autonomamente e dal prossimo anno si occuperanno direttamente del monitoraggio della popolazione presente nella chiesa.
L’attività di sensibilizzazione sull’argomento che la Rete di Riserve del fiume Brenta sta portando avanti ormai da qualche anno sta inoltre dando anche altri frutti: le segnalazioni di cittadini hanno infatti consentito di censire quattro nuove colonie di pipistrelli a Scurelle e in val Malene.
Ciascuno di noi può contribuire al salvataggio di questi importanti animali la cui presenza è diminuita nel corso degli anni a causa di numerosi fattori fra i quali la distruzione dei loro habitat, l’uso di pesticidi e l’inquinamento luminoso e può farlo comunicando allo “Sportello pipistrelli” del MUSE (verteblog.muse.it) il rinvenimento di un pipistrello in difficoltà o morto, il ritrovamento di una colonia o anche solo per chiedere agli esperti informazioni o curiosità.

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