Sala della “casa sociale” di Calceranica affollata ieri sera per il “Lunedì della Rete” dedicato alla presentazione dell’attività e delle novità di “Save the prince”, il progetto di monitoraggio e salvataggio di anfibi che vede interessati di versi siti nel territorio della Rete di Riserve del fiume Brenta.
Sono stati i fondatori del progetto, Aaron Iemma e Stefania Dal Prà a farci conoscere che sono questi nostri piccoli e indifesi amici a quattro zampe che nel periodo della migrazione di fine inverno-inizio primavera verso le zone umide di riproduzione subiscono una decimazione a causa dello schiacciamento da parte egli autoveicoli quando attraversano le strade.
Rospi comuni e rane (nella nostra zona per lo più rane temporarie e un po’ di rane dalmatine), assieme a tritoni e salamandre sono anfibi a grave rischio di estinzione, sia a causa della progressiva scomparsa delle aree umide necessarie alla loro riproduzione ma anche per il riscaldamento del clima e, appunto, per lo schiacciamento da parte delle auto. E la loro scomparsa è una grave perdita per la biodiversità.
Ed è appunto per evitare o limitare gli investimenti che entrano in azioni le decine di volontari del progetto “Save the prince”, che nelle giornate umide, dopo l’imbrunire, attrezzati con giubbotto riflettente, frontalino, guanti e secchi percorrono i tratti interessati dalla migrazione per raccogliere rane e rospi e trasportarli dall’altra parte della strada mettendoli così al sicuro nel loro tragitto verso le zone di riproduzione.
Di grande aiuto nell’evitare le stragi di anfibi che nei decenni scorsi erano la normalità sono le barriere artificiali in plastica che -in Trentino grazie alla Provincia autonoma di Trento- costeggiano le strade nei tratti più frequentati da questi animali impedendo loro l’attraversamento della strada… in attesa dell’arrivo dei volontari che li trasportano dall’altra parte.
Un altro interessante intervento realizzato per facilitare l’attraversamento di rane e rospi è quello dei “rospidotti”, dei tunnel sotto la carreggiata che, dopo che le barriere hanno incanalato gli animali verso i loro ingressi, dovrebbero condurli, dall’altra parte. Purtroppo i nostri amici anfibi non hanno ancor ben capito che devono utilizzare queste strutture e quindi l’intervento die volontari è fondamentale.
I siti di attraversamento che interessano il territorio della Rete di Riserve del fiume Brenta sono numerosi: nel levicense troviamo in particolare la vecchia strada provinciale che costeggia il lago di Levico, la salita dai campeggi di Levico a Tenna, il “trivio” di strade subito a valle della località Lochere. Nel perginese abbiamo la zona del lago Costa e sull’altopiano di Vezzena un tratto di strada nei pressi di malga Laghetto. Poco oltre il confine della Rete abbiamo poi il rettilineo di Pradellano, lungo la strada che porta in Tesino, il lago di Santa Colomba e nel pinetano la zona di Valt.
Questi sono i tratti “presidiati” dai volontari ma le zone interessate dalla migrazione e da un traffico automobilistico, magari minore ma sempre presente, sono ben di più. A titolo di esempio ricordiamo la zona di Musiera nel comune di Telve o la strada comunale che costeggia la riserva del “Fontanazzo” a Selva di Grigno o ancora la strada comunale che in destra orografica costeggia il fiume Brenta nel Comune di Roncegno in località Zaccon o nel comune di Borgo la strada “dei Boai” in sinistra Brenta.
Ma di che numeri si tratta quando parliamo di salvataggi?
A titolo di esempio ricordiamo che nel 2025 lungo la “Vecchia” di Levico sono stati salvati oltre 1.900 rispi (con il rinvenimento di 225 individui schiacciati), a lago Costa quasi 1.000 rospi, 3.900 a malga Laghetto; oltre 2.100 rospi e più di 4.500 rane a Pradellano e 750 rospi a Tenna.
Con più volontari potrebbero essere presidiati più siti, quindi chi è interessato o anche solo incuriosito si faccia avanti contattando salvataggioanfibi@gmail.com, magari dopo aver dato un’occhiata al sito savetheprince.org.
Qui le slides della presentazione