Specie aliene ingombranti…

Il secondo appuntamento del ciclo di quattro incontri del progetto “Agroecologia per la Rete” si è tenuto martedì 16 dicembre a Caldonazzo, con la collaborazione dell’amministrazione locale, presente con la vicesindaca Lucia Bobbio e con l’assessore Riccardo Giacomelli.
Organizzata dalla Fondazione E.Mach la serata ha visto la presentazione di lacune delle specie aliene invasive che interessano il territorio della Rete, oltre a un’excursus sulla normativa di riferimento e sul ruolo dei Servizi fitosanitari.
La seconda parte è stata illustrata da Cristina Salvadori del Servizio fitosanitario provinciale che ha portato anche l’esempio della Popillia japonica, il coleottero che, partito dal Giappone, ha cominciato a colonizzare anche l’Europa.
E’ una specie molto fastidiosa perché polifaga, al punto da nutrirsi delle foglie di almeno 300 specie diverse di piante, coltivate come ribes, vite, nocciolo, mirtillo, actinidia, ma anche ornamentali come la rosa o l’ibisco e spontanee come salice, iperico, carpino, convolvolo. Quest’anno è stato individuato il primo focolaio parzialmente trentino, al confine con il veronese, nel Comune di Brentino belluno.
Maria Cristina Bruno, ricercatrice della Fondazione E. Mach si è invece soffermata sui gamberi alieni invasivi e in particolare sul gambero della Louisiana (Procambarus clarkii), il temibile “gambero killer” che da un paio d’anni è purtroppo presente negli specchi d’acqua del perginese del Lago Costa e, ora, del lago Pudro.
Il cittadino, agricoltore o meno, ha un ruolo importante nel contenimento di queste specie, soprattutto con la segnalazione agli organismi competenti del ritrovamento di individui.

Cristina Salvadori: “Organismi invasivi di interesse fitosanitario – Normativa e ruolo dei servizi fitosanitari”

Maria Cristina Bruno: “Biodiversità in Valsugana sotto attacco: il caso del gambero di fiume”

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