Una mattinata con la balsamina

E’ una delle piante aliene invasive ormai più diffuse e nel territorio della Rete di Riserve del fiume Brenta la troviamo ormai da molte parti, soprattutto a fianco della ciclabile della Valsugana e quindi lungo il corso del fiume.
Stiamo parlando dell’Impatiens glandulifera, comunemente conosciuta come Balsamina.
Questa pianta annuale dai bei fiori rosa si trova benissimo nelle zone con una certa umidità e così va a colonizzare anche le aree di alcune riserve, come ad esempio Fontanazzo e la palude di Roncegno.
Originaria dell’Himalaya e introdotta per scopi ornamentali, tende a soppiantare le piante autoctone grazie alla produzione di una grande quantità di semi, compromettendo la biodiversità dei territori.
Domenica 15 giugno abbiamo proposta un'”azione dimostrativa” all’interno della Riserva naturale provinciale “Palude di Roncegno” per conoscere questa pianta e per contenerne la propagazione, almeno in un piccolo settore.
Grazie al fatto che le sue radici sono estremamente superficiali è molto facile e per nulla faticoso estirparla, come il gruppetto di volenterosi ha potuto sperimentare liberando in un paio d’ore qualche centinaio di metri quadrati di superficie, ammucchiando poi gli steli in un’unica zona dove si decomporranno velocemente.
E’ questo il momento ideale per eradicare la balsamina e quindi contenerne la diffusione: ora che la pianta non è ancora fiorita e quindi non può disseminare.
Un’estirpazione che si è rivelata essere anche un’attività rilassante, immersi nel verde di un’area interessante dal punto di vista naturalistico, che ha portato anche a fare la conoscenza con alcuni abitanti del biotopo, come i piccoli neometamorfosati di rospo comune.


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